Augusto Stresa è il DittAttore, un capo capace di sconvolgere un’organizzazione aziendale rodata da decenni di successi. Augusto è un marito distratto, detta le sue regole e rimprovera sua moglie Stefania per ogni azione non allineata al suo modo di interpretare la vita famigliare. Elena e Daniele, i suoi due figli, devono dimostrargli quanto siano bravi e diligenti. Ogni sera devono informarlo sui loro progressi scolastici. E guai se non ce ne sono. Nonostante tutto intorno a lui sembra appassire al suo passaggio, Augusto va per la sua strada, convinto assertore che solo ferree regole possano fare il bene di tutti. Ogni pensiero diverso, ogni opinione che non combaci con la sua, viene combattuta come un virus, fino ad essere eliminata. Non c’è spazio per chi trama contro, per chi non lo segue. Il DittAttore sembra averla vinta, dopo i primi sussulti, anche i più ostici vengono sedati. Nessuno ha la forza di opporsi, tutti subiscono, si lamentano segretamente, ma subiscono, finché un giorno, una massa festante parteciperà al suo funerale. Le circostanze della sua morte fanno pensare a una disgrazia. Quante persone avrebbero pagato di tasca propria per cancellarlo dalla loro esistenza? Quanti nemici aveva? Il destino aveva agito per conto loro? Le pagine del romanzo sveleranno gli interrogativi che avvolgono la figura de Il DittAttore in un crescendo di emozioni e sorprese.

Commenti
Stilisticamente, la scrittura è asciutta. Il testo è scorrevole ed essenziale. Ravviso un parallelismo tra questo stile e il contenuto del romanzo che è crudo, cinico e a tratti sadico, come il protagonista d'altra parte!
Per quanto riguarda i contenuti, trovo che i personaggi siano ben rappresentati nei loro tratti caratteriali, le loro fragilità e fissazioni.
La grandezza del protagonista non è tanto nella sua descrizione diretta quanto nel germe del male che sparge intorno a sé ovunque egli sia. La sua ombra nera è onnipresente anche quando egli non è fisicamente presente o non si parla di lui. La sua malignità, palese e spregiudicata, fa uscire fuori il lato oscuro di tutti, anche dei più tranquilli e insospettabili. Mi complimento per la descrizione dell'ambiente aziendale e dei vari figuri che lo popolano.
C'è molta tensione narrativa e l'intreccio è complesso e coinvolgente, insomma non si vede l'ora di vedere come va a finire.
Una cosa che ho trovato divertente è l'inserimento del titolo prima di ogni capitolo. Si tratta di un elemento che anticipa la narrazione in modo leggero e sdrammatizza i contenuti densi di pathos e disperazione. Ben fatto! 
Cristina Raspanti 
Avvincente! Ottima la tecnica del flash back ma soprattutto la caratterizzazione dei personaggi, sembra proprio di vederseli davanti in carne e perfidia!
Simona Azzola
Colasanti dipinge in maniera grottesca e vivace una parte della nostra società. Il linguaggio crudo ma scorrevole e la profonda umanità con cui i personaggi vengono descritti rendono questo romanzo avvincente.
Alessandro Fulloni (Corriere della Sera)
Dinamico e coinvolgente dalla prima all'ultima parola. Scritto in un linguaggio attuale, come attuale è la storia fatta di eventi imprevedibili e mai scontati. Il DittAttore è una lettura piacevolissima che vorresti non finisse mai nonostante la curiosità di conoscerne la fine. Grazie Carlo.
Sara Cirillo
Il DittAttore è un libro che ti prende, che non vorresti smettere di leggere per sapere ciò che accade dopo, questo è dovuto anche all'impostazione, all'alternarsi delle storie, che ti lascia sempre con il fiato in sospeso...
Colasanti ha una grande mente!!! Complimenti.
Antonella Sottile
Libro decisamente avvincente. Pagina dopo pagina ti prende sempre di più e che trasmette emozioni. Immaginare gli eventi in un ambiente molto vicino a chi legge rende il tutto veramente affascinante.
Attendo con ansia nuove fatiche.
Andrea Marotta
Il Dittattore è come una droga, quando lo inizi non riesci a smettere. le sue pagine ti rapiscono.
Cristina Pallotta (giornalista ufficio stampa comune di Viterbo)
Il DittAttore si legge tutto di un fiato. Alterna amarezza e ironia innescando riflessioni che ci conducono negli abissi più profondi della nostra coscienza.
Professor Domenico Carletti Presidente giuria “Un libro nel cassetto”
È una buona storia, scritta in maniera filante e immediata, qualcosa in cui ognuno di noi lettori, in questo mondo arrivista e cinico, finirà per riconoscersi...
Alessandro Troiani Roma Finalista premio letterario "Un libro nel cassetto 2009, 2010", vincitore premio della critica 2011.
Mi sono divertito nel leggerlo e a metà libro non vedevo l'ora di sapere come andasse a finire la storia.
Marco Barbini

Il Dittattore è un romanzo che ho letto tutto di un fiato. L’intreccio della trama rende la storia avvincente e ti fa calare nell’esistenza dei protagonisti.  Complimenti.

Dino Crescenzi
"Il dittattore" un libro assolutamente da leggere!  Il ritmo, la suspance, i risvolti inaspettati della storia conditi con uno stile asciutto ed efficace mi hanno fatto leggere il libro tutto d'un fiato. Grande Carlo Colasanti!
Daniela Poggetta
L’autore descrive i personaggi con una veridicità assoluta. Mentre leggi il romanzo, hai il timore che da un momento all’altro sbuchi il Dittattore.  Complimenti!